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giovedì 5 marzo 2026

UNA VISIONE INDIANA



Risalendo la curva dell’esistenza lungo la montagna fredda

sentivo nel buio le campane tibetane riempire l’aria

di una vibrazione sottile

leggero rivivevo il non vissuto senza rancore

I piedi andando con allegria

procedevano su un tappeto di nuvole dolciastre

E il cuore batteva soltanto al mantra suadente

del soffio del vento

Io stesso ero la curva, lo sapevo

ma l’annuncio dell’alba lontana era radioso

DUNQUE questo era il cammino.

E ancora ancora nella gialla pianura brillava

il regno del fiore blu

oltre la quale sarebbe stato svelato

il mistero del tempo

e ai figli dell’uomo donato sollievo

Ma non per me, avrei dovuto andare oltre

dove le promesse non sono vane

dove il silenzio non è una condanna

dove il buio non è timore

dove la pace è il mare in tempesta

dove finire è solo cominciare

dove l’umano è sovrumano.